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07/04/16

Ti voglio bene

Voler bene a qualcuno è un'espressione tante volte utilizzata al posto di amare.

In italiano per esprimere sentimenti di affetto e amore possono usarsi diversi verbi o parole.



Voler bene è diventato sinonimo di amare, e il verbo amare è utilizzato anche per indicare preferenze e desideri. Se diamo un’occhiata alla Treccani troveremo le diverse accezioni di amare, tra quelle:
· Sentire e dimostrare amore per qualcuno, nelle varie accezioni che può avere la parola amore: come sentimento puramente religioso e spirituale: es. Maria ama Carlo.
·    Essere affezionato, sentire attaccamento per qualche cosa: es. Amo il mio lavoro.
·    Desiderare, preferire: es. Amo la musica clasica.
Più lessico utile inriferimento all'amore.


Come vi sentite voi quando vi innamorate?
[adattazione di https://festivaldellacanzoneitalianaeoiraimundotoledo.wordpress.com/ ]

26/02/12

frase fatta

Per filo e per segno
Quest'espressione si usa per far riferimento a un racconto dettagliato, curato nei particolari e fedele alla realtà, una narrazione ordinata e precisa. L'origine di quest'espresione proviene dal gergo dei lavoratori e degli artigiani. Un tempo, gli imbianchini sul muro e i segantini sul legno usavano 'batter la corda', ossia tenevano sul muro o sul legno un filo intinto di una polvere colorata e poi lo lasciavano andare di colpo, in modo che ne rimanesse l'impronta. Tale impronta o segno indicava la linea da seguire nell'imbiancare o nel segare. Da lì è derivato l'uso di dire per filo e per segno per intendere 'ordinatamente, con sicura esattezza'. Inoltre i boscaioli tracciavano segni sui tronchi all'altezza in cui dovevano tagliarli con un filo ricoperto di ocra rossa, che poi rimaneva visible sul legno.
Informazione presa da: Le vera storia di 400 frasi celebri e modi di dire di Sabrina Carollo, Demetra.

12/02/12

Pulcinella

Pulcinella.
La maschera napoletana più conosciuta. Vediamo se possiamo saperne di più e capire alcune espressioni che fanno riferimento al suo atteggiamento.

02/10/11

La cuccumella.

La caffettiera napoletana: 'cuccumella'.
 Quando pensiamo al caffè italiano ci viene subito in mente la caffettiera 'moka' o come si conosce in Spagna la 'italiana'. Tuttavia esiste un'altra caffetiera che è considerata lo strumento più adatto all'ora di fare una preparazione casalinga del caffè: la cuccumella.
Come si prepara il caffè con la cuccumella? Uno dei grandi attori napoletani Eduardo de Filippo spiega come farlo nel seguente video appartenente all'opera teatrale "Questi Fantasmi". Sicuramente dopo vederlo vi verrà l'acquolina in bocca!

25/07/11

Parola o espressione italiana che ti piace di più!


Quest'estate in Sardegna ho trovato un libro molto curioso che raccoglie le parole e le espressioni che 333 narratori e poeti italiani considerano più significative. Il libro è : Dizionario affettivo della lingua italiana a cura di Matteo B. Bianchi e Giorgio Vasta. Dando un'occhiata ho trovato la parola tuffo che tanto mi piace e che la scrittrice Barbara Garlaschelli definisce: "Parola dal suono buffo, sembra piccola cosa invece, se ben fatto, può procurare insolite, imprevidibili, straordinarie sensazioni e capolgimenti. Ci si tuffa nel mare, nella vita, nell'amore, nelle imprese."

Che parola o espressione in italiano vi attira di più l'attenzione e perché?

27/06/11

Buone vacanze!!!

Ragazzi, le lezioni sono finite e le vacanze stanno per cominciare. L'aggiornamento del blog durante il periodo estivo si farà in una maniera più lenta anche se ogni tanto si includeranno delle informazioni, delle curiosità e degli archivi video o audio per non perdere il contatto con la lingua.
Spero che l'estate sia un momento di riposo e di relax per tutti voi e che prendiate delle energie possitive per il prossimo corso. Buone vacanze!!!

Che significano le vacanze per te?
Cosa fai? Dove vai?
Che tipo di vacanze preferisci?

06/06/11

In bocca al lupo!


  Adesso che siamo in periodo di esami, mi è sembrato interessante parlare di questa espressione così usata in Italia, soprattutto nell'ambito scolastico.  Sapete che in italiano per augurare fortuna quando ci si deve sottoporre ad una prova si fa uso di questa espressione: "In bocca al lupo!", la cui risposta sarebbe: "Crepi il lupo". Ma perché si dice? Che origine ha? Perché si fa riferimento a questo animale?.
  Quest'espressione ha un valore scarammantico, cioè, di scongiura di un avvenimento indesiderato. La sua origine non è molto chiara, sicuramente abbia radici nel mondo rurale e in maniera particolare in campagna, dove i pastori temevano questo animale giacché era molto pericoloso e un predatore di pecore e capre. Inoltre era considerato anche un pericolo per gli uomini.
  Ma se pensiamo alla leggenda che dà origine a Roma, è presente anche questo animale, ma in questo caso una femmina: la lupa che allattò Romulo e Remo e quindi li salvò.
  In molte fiabe o racconti tradizionali appariva il lupo come gran nemico, per ucciderlo o catturarlo i cacciatori dovevano mettersi proprio nella bocca del lupo ed avere molto coraggio.
  In realtà il lupo è un animale molto schivo e non si avvicina agli uomini tranne occasioni prticolari.


27/03/11

Va' pensiero

Il Dipartimento di lingua italiana dell'EOI "La Equidad" organizza l'attività: Un giorno all'opera il 13 aprile 2011 alle 21:00 nel Teatro Municipal Auditorio, l'opera da vedere è Nabucco di Giuseppe Verdi, il cui brano più conosciuto è Va' pensiero... Se volete più informazione fate date un'occhiata al seguente documento.Va' pensiero

02/02/11

Piatto bergamasco

Casonsei
I Casoncelli bergamaschi (in dialetto "Casonsèi de la bergamasca") sono prodotti esclusivamente nel territorio della Provincia di Bergamo.
La ricetta tradizionale prevede la pasta l'impiego di: farina di grano tenero, semola, uova e acqua per; per l'impasto invece i tanti ingredienti sono: macinato per salame, pane grattugiato, pera (spadona o abate), carne bovina arrostita, grana padano, uova, uva sultanina, amaretti, spezie (pepe nero o bianco, noce moscata e cannella), scorza di limone, aglio e prezzemolo. Per la realizzazione del ripieno è necessario amalgamare le uova con il pane grattugiato, il Grana Padano, la scorza di limone grattugiata, l'aglio e il prezzemolo finemente tritati, le spezie, gli amaretti polverizzati, la carne triturata e gli altri ingredienti. Il risultato finale dovrà essere un impasto omogeneo. La pasta sarà realizzata mescolando farina, semola, uova e acqua fino ad avere un composto uniforme di 0.6 mm di spessore. La sfoglia viene quindi distesa e tagliata in cerchi di diametro oscillante tra i 6 e gli 8 cm, sui quali verrà adagiato il ripieno. I dischi di pasta sono poi ripiegati su sé stessi e chiusi sui bordi, a forma di mezzaluna. I casoncelli assumeranno un aspetto finale di pasta di larghezza variabile tra i 6 e gli 8 cm e peso di 8-10 gr circa. Il colore della pasta è biancastro mentre quello del ripieno varia dal marrone chiaro al rosa scuro. (informazione presa da: http://www.bg.camcom.it/release/macroaree/promozione/territorio/prodotti_tradizionali_bergamaschi/prodotti/casoncelli/index.jsp 
Dare un'occhiata giacché ci sono molti piatti tipici della zona.

19/01/11

Sofia Loren

“Sofia Loren, premiata”. Ascolta l’intrevista a questa famosissima attrice italiana e poi risponde alle domande con la più informazione possibile.


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16/01/11

Giornata della memoria

La Giornata della memoria
Il 27 gennaio è la data scelta dal Parlamento Italiano per ricordare l'arrivo dell'esercito russo nel campo di concentramento di Auschwitz,  l'abbattimento dei suoi cancelli e la liberazione di migliaia di persone.
Vi invito a vedere e sentire un video in cui si recitano le parole scritte da Primo Levi, sopravvivente dello sterminio nazista, nel suo libro Se questo è uomo.

25/12/10

Marcello D'Orta

Si avvicina il Santo Natale…
Quando viene il Natale invece di pensare che è nato Gesù, il resto del mondo si mette a pensare a quello che deve mangiare, a quello che deve bere e a quello che deve sparare. A casa di una famiglia vicino a noi che si chiamava la famiglia Esposito, al figlio lo mandano solo solo a scuola, che ha soltanto sei anni, per non spendere i soldi del pulmino, poi loro quando vengono le Feste spendono duecento o quattrocentomila lire per i bengali, le multiple e le scintille.
E io credo che a Natale non si fanno neanche il segno della croce a tavola.
Io parlo di loro, ma anche la mia famiglia... A me non mi hanno voluto comprare l’Enciclopedia e mi hanno pure gridato perché avevo spedito la cartolina di ordine, però poi alla vigilia e a Natale la credenza scoppia di scatole della Coop.
(Testo presso da: Dio ci ha creato gratis, di Marcello d’Orta e immagini da jpergrafando.it)

14/11/10

vocabolario

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