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07/04/16

Ti voglio bene

Voler bene a qualcuno è un'espressione tante volte utilizzata al posto di amare.

In italiano per esprimere sentimenti di affetto e amore possono usarsi diversi verbi o parole.



Voler bene è diventato sinonimo di amare, e il verbo amare è utilizzato anche per indicare preferenze e desideri. Se diamo un’occhiata alla Treccani troveremo le diverse accezioni di amare, tra quelle:
· Sentire e dimostrare amore per qualcuno, nelle varie accezioni che può avere la parola amore: come sentimento puramente religioso e spirituale: es. Maria ama Carlo.
·    Essere affezionato, sentire attaccamento per qualche cosa: es. Amo il mio lavoro.
·    Desiderare, preferire: es. Amo la musica clasica.
Più lessico utile inriferimento all'amore.


Come vi sentite voi quando vi innamorate?
[adattazione di https://festivaldellacanzoneitalianaeoiraimundotoledo.wordpress.com/ ]

Addio a un grande.

UMBERTO ECO ci ha lasciato lo scorso 19 febbraio 2016. Abbiamo potuto leggere e sentire delle belle parole  nei mass media in omaggio alla sua persona.  
"Un addio di popolo per il "professore", il "maestro", Umberto Eco, l'"amico" di molti milanesi, noti e meno noti. Già un'ora prima dell'inizio della cerimonia laica centinaia di persone erano in coda fuori dal Castello Sforzesco, a breve distanza dalla casa dello scrittore morto venerdì sera all'età di 84 anni, dopo una malattia che non lascia scampo. A salutarlo per l'ultima volta c'erano intellettuali e studenti, politici e uomini di spettacolo, amici dai tempi della scuola e colleghi dell'ultima avventura professionale, la nuova casa editrice 'La Nave di Teseo', fondata recentemente assieme a Elisabetta Sgarbi, che in lacrime ha raccontato l'amico e il socio di mille avventure negli ultimi decenni, mostrando la copertina del nuovo libro Pape Satàn Aleppe , che già questa settimana, venerdì 26 febbraio, sarà in vendita." (http://milano.repubblica.it/cronaca/2016/02/23/news/eco_funerali-134052522/ ) .




Dopo aver letto e sentito il video, possiamo elencare delle espressioni per far riferimento alla morte di una persona:


Quando qualcuno muore la sua famiglia riceve delle condoglianze dagli altri. 


Una tradizione molto diffusa è comunicare la morte attraverso annunci murali utilizzati  nei punti di affissione delle zone interessate o i luoghi nevralgici nella vita del defunto. 



30/04/11

150 ANNIVERSARIO

GRAZIE A TUTTI PER PARTECIPARE ALLE ATTIVITÀ ORGANIZZATE DAL DIPARTIMENTO D'ITALIANO DELL'E.O.I LA EQUIDAD. TRA POCHI GIORNI SI MOSTRERANNO I LAVORI FATTI DAI NOSTRI ALLIEVI.

12/02/11

Milano, curiosità

Milano, Galleria Vittorio Emmanule II.
Si tratta di un passaggio coperto che collega la piazza del Duomo con il Teatro la Scala. Fu progettata da Giuseppe Mengoni, iniziata nel 1865. È la sede di negozi di griffe e marchi prestigiosi e inoltre d famosi caffè e ristoranti. Le sue strutture di ferro a vista, la Galleria fu uno degli esempi a cui si sarebbe ispirato Gustave Eiffel, pochi anni dopo. Nel 1859 si decise di fare un passaggio coperto che collegasse piazza Duomo a piazza della Scala da dedicare al re che portò Milano ad unificarsi al Regno d'Italia.
Curiosità: L'Ottagono centrale della Galleria ha un mosaico con lo stemma della Casa Savoia. Ai suoi lati, sempre in mosaici, sono rappresentati gli stemmi delle quattro città che in epoche diverse sono state capitali del Regno d'Italia: nell'ordine Milano (con Napoleone), poi Torino, Firenze e infine Roma (coi Savoia). Nelle lunette attorno alla volta, sono raffigurate le allegorie dei quattro continenti: Africa, Asia, Europa e America.




La tradizione afferma che ruotare su se stessi (tre volte) stando col tallone del piede destro sui genitali del toro ritratto a mosaico entro lo stemma della città di Torino sul pavimento dell'Ottagono della galleria, porti fortuna. Questo rito scaramantico, ripetuto centinaia di volte al giorno dai passanti, principalmente turisti, usura velocemente l'immagine del toro che deve essere ripristinata frequentemente. In realtà l'antica tradizione milanese prevedeva di strisciare il piede sullo stemma soltanto la notte del 31 dicembre a mezzanotte.

04/02/11

Commedia dell'arte

Marchere appartenenti alla zona di Bergamo.
La Commedia «dell'arte» si chiamò così, perché i suoi attori, per la prima volta dopo un millennio e più, erano attori « di mestiere ». Nacque alla metà circa del Cinquecento. Venne chiamata commedia all'improvviso o a soggetto (canovaccio) giacché era reciatata a partire da un abbozzo di trama che l'improvvisazione degli attori riempiva di monologhi e dialoghi. Gli attori interpretavano un ruolo o maschera che di solito aveva delle particolarità a seconda il personaggio. Per la zona di Bergamo spuntano i servi Brighella e Arlecchino.

Brighella: deriva dalla tradizione degli antichi mimi. Il suo appellativo proviene dal verbo 'brigare'  intrigare, darsi da fare, con ogni mezzo, per raggiungere un obiettivo.
Brighella non fa solo il servo come Arlecchino, ma un'infinità di altri mestieri, più o meno leciti ed onesti. Così si ritrova sempre in mezzo a svariati intrighi. Elementi caratteristici del personaggio sono la prontezza e l'agilità della sua mente, per escogitare inganni e preparare trappole in cui far cadere il prossimo, tutto questo solo per il gusto stesso di imbrogliare gli altri. E' intrigante, molto furbo e senza scrupoli. Brighella inoltre è un tipo bugiardo, racconta frottole con sicurezza e convinzione che è quasi impossibile distinguerle dalla verità. Inoltre è molto abile nel cantare, suonare e ballare. Viene raffigurato La giacca e i pantaloni sono decorati di galloni verdi; ha le scarpe nere con i pon pon verdi.
Il mantello è bianco con due strisce verdi, la maschera e il cappello sono neri.
Il suo nome è entrato nell'uso comune, infatti 'fare il brighella' significa comportarsi in un modo poco serio.
 
Arlecchino: è una delle maschere più famose della Commedia dell'Arte. Di probabile origine francese. Nasce nella zona più povera di Bergamo, la Bergamo bassa contrapposta a quella alta dove è nato Brighella. È il servo furbo e sciocco, ladro, bugiardo e imbroglione, in perenne conflitto col padrone e costantemente preoccupato di racimolare il denaro per placare il suo insaziabile appetito. Col passare del tempo il carattere del personaggio andò raffinandosi: l'aspro dialetto bergamasco lasciò il posto al più dolce veneziano, l'originaria calzamaglia rattoppata divenne via via un abito multicolore col caratteristico e ricercato motivo a losanghe, ingentilirono gli originari lineamenti demonici della maschera nera, così come la mimica e la gestualità.
Era innamorato di una servetta chiamata Colombina.
Se volete vedere tutte le maschere vi consiglio visitare: http://www.teatrodinessuno.it/maschere-commedia-arte 
(da cui si è presa parte dell'informazione e da Maschere italiane nella Commedia del'Arte di Antonella Grignola)